Gandhi

“Quando dici qualcosa di giusto o fai qualcosa di buono, prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono infine… vinci” (Gandhi)

mercoledì 26 marzo 2014

80 anni, 2 tumori e 2 settimane di vita: “Sono guarito grazie alla cannabis”

Stan e Barb RutnerQuella di Stan Rutner è una storia che sta facendo il giro del mondo. Naturalmente non se parla in Italia, dove, anche se i più importanti giornali nazionali cominciano a parlare di cannabis come medicina, certe notizie non trovano spazio nei canali ufficiali d’informazione.
Stan e sua moglie Barb avevano già avuto a che fare con i cancro in passato. Lei era riuscita a sconfiggere un cancro al seno mentre lui era riuscito a guarire da un linfoma non Hodgkin. Ma quando la malattia è tornata a bussare alle porte della loro esistenza, Stan era più vecchio e aveva creduto che fosse la fine. A quasi 80 anni gli è infatti stato diagnosticato un cancro al polmone che ha formato metastasi anche nel cervello.
I trattamenti radioterapici e chemioterapici che l’avevano salvato quando era più giovane sono troppo pesanti per il suo fisico. Riusciva a malapena a scrivere, aveva perso completamente la memoria a breve termine, perdeva peso, soffriva di atrofia muscolare, insonnia e mancanza di energia. Dopo un’altra sessione di cure senza successo, peggiora per una polmonite causata dall’infiammazione dovuta alle radiazioni e viene ricoverato in ospedale con un respiratore 24 ore su 24.
I medici consigliano a Stan il ricovero in un ospizio anticipandogli una prognosi nefasta: secondo loro aveva due settimane di vita.
Pillole estratto cannabis
La risposta di chi non si arrende arriva dalla figlia di Stan e da suo marito, che da qualche tempo si sta informando sulle possibilità terapeutiche della cannabis. La fortuna della famiglia Rutners è quella di vivere in California, il primo Stato americano in cui è stata legalizzata la cannabis per scopi medici. E così la medicina di Stan diventa l’estratto di cannabis, simile a quello che Rick Simpson sponsorizza da anni sostenendo che cura il cancro, sotto forma di pastiglie ed estratto liquido.
“Ha iniziato a sentirsi più energico e pieno di speranza – ha raccontato la moglie a Culture – iniziando a poter camminare di nuovo, prima con un deambulatore e successivamente da solo, senza nessun aiuto: si stava riprendendo rapidamente”.
Cervello Stan no cancroNel gennaio del 2013, nei risultati della risonanza magnetica di Stan si può leggere : “Nessuna evidenza di recidiva della malattia“. Il cancro era totalmente sparito sia dal polmone, sia dal cervello e Stan, che oggi è tornato ad avere una vita normale e fa quotidianamente esercizio fisico, usa ancora le capsule di cannabis, con un contenuto minore, per mantenersi. “Per i medici  - chiarisce la moglie – è un miracolato, ma noi crederemo per sempre che sia stata la cannabis a cambiare le cose”.
Evidenze scientifiche supportano il fatto che sia THC (psicoattivo), sia il CBD (non psicoattivo), principi attivi della cannabis, possono causare la morte delle cellule tumorali per apoptosi. E secondo un recente studio dei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, il CBD potrebbe offrire un trattamento efficace senza effetti collaterali per il cancro al cervello: “Il CBD è un fitocannabinoide non psicoattivo che risulta privo di effetti collaterali. I nostri risultati supportano il suo utilizzo come un farmaco anti-cancro efficace nella gestione dei glomi”, scrivono gli autori. Intanto in America è partito il primo studio scientifico della GW Pharmaceuticals su pazienti umani volto ad indagare gli effetti anticancro di THC e CBD in una forma di cancro al cervello, mentre la stessa società in passato ha annunciato che è stata emessa una concessione preliminare dall’Ufficio brevetti degli Stati Uniti per una domanda di brevetto che prevede l’uso di THC e CBD proprio per il trattamento del glioma.

Redazione Cannabisterapeutica.info

martedì 25 marzo 2014

Un Farmaco non Brevettabile uccide i Tumori ma nessuno ne parla

Alcuni studiosi dell’Università di Alberta, a Edmonton, in Canada hanno scoperto che un noto farmaco sarebbe già capace di uccidere le cellule del cancro al polmone, mammella e cervello, lasciando intatte quelle sane.
Si tratta del Dicloroacetato, attualmente utilizzato per trattare i disordini metabolici. E’ un farmaco senza (o quasi) effetti collaterali e/o a lungo termine, non brevettabile, oggi ampiamente disponibile e molto economico rispetto ai costosifarmaci antitumorali prodotti da grandi aziende farmaceutiche.
Gli scienziati canadesi hanno testato il dicloroacetato (DCA) sulle cellule dell’uomo, dove ha dimostrato ottimi risultati, e su topi con tumori molti gravi che si sono ridotti non appena hannno iniziato ad alimentarsi con acqua integrata con DCA.
Ma perchè le case farmaceutiche più importanti non sono coinvolte? E perchè i media non ne parlano?

Come funziona

Nelle cellule sono presenti i Mitocondri, degli organi con una struttura simile a quella dei batteri e con un proprio DNA mitocondriale, la loro funzione principale è quella di produrre energia. I mitocondri sarebbero capaci di contrastare il cancro ma hanno bisogno di una spinta. Il Dicloroacetato sarebbe capace di innescare i mitocondri affinchè combattano le cellule tumorali.

In sostanza i Mitocondri possono innescare un processo, denominato Apoptosi, che consiste nell’autodistruzione di una cellula. Nei tumori tale meccanisco non funziona, a questo gli permette di crescere a dismisura. Il DCA sarebbe in grado di riattivare i mitocondri così da permettergli di distruggere le cellule cancerogene.
Gli altri scienziati si sono sono invece sempre concentrati sulla glicolisi per ottenere lo stesso risultato, ma tale processo è di gran lunga meno efficace e più dispensioso.
Non è ipotizzare un interessamento delle case farmaceutiche a quanto detto sopra in quanto il DCA è un farmaco molto comune, poco costoso e non brevettabile, che viene utilizzato già dal 1970. Un eventuale conferma di quanto scoperto dagli scenziati canadesi non porterebbe alcun profitto.
Dal momento che le case farmaceutiche non se ne interesseranno, altri laboratori indipendenti dovrebbero iniziare a produrre questo farmaco e fare ulteriori ricerche per confermare le conclusioni di cui sopra e produrre i farmaci.

Un farmaco non brevettabile uccide i Tumori ma nessuno ne parla


che a sua volta ha usato

sabato 22 marzo 2014

La cura proibita di Simpson, l’olio di cannabis che uccide le cellule cancerose


Di Giulia Rondoni - pubblicato su Dolce Vita n°40

“Voglio che la gente impari a curarsi da sola”: è questa l’idea portata avanti da Rick Simpson, abitante di una piccola cittadina vicino a Nova Scotia, in Canada. L’interessante storia di quest’uomo comincia nel 1975 quando in un programma alla radio scopre che il Thc ha un forte potenziale nell’uccidere le cellule cancerogene. La cosa interessa particolarmente Rick, il quale un paio di anni prima aveva perso il fratello venticinquenne proprio per un cancro incurabile. In seguito, non sentendo più notizie a riguardo, accantona l’idea pensando si trattasse solamente di una trovata che non aveva risvolti concreti nella realtà. Qualche anno dopo (nel 2002) Simpson è vittima di un incidente sul lavoro che gli provoca problemi e dolori alla testa che comincia a curare con medicinali i quali, non solo non alleviano la sofferenza, ma hanno anche innumerevoli effetti collaterali.
Ricordandosi della trasmissione sentita alla radio, fa qualche ricerca e decide di comprare un po’ di marijuana e, anche solo fumandola, si rende conto che i benefici sono maggiori rispetto a quelli delle medicine. Simpson decide di abbandonare i farmaci e curarsi soltanto con la cannabis. Per evitare i problemi che il fumare può causare alle vie respiratorie, decide di estrarre l’olio dai fiori e di assumerlo oralmente.
Qualche mese dopo, guariti i dolori alla testa, gli vengono diagnosticati tre melanomi cancerosi in tre diverse parti del corpo. Il primo, vicino all’occhio, gli viene rimosso chirurgicamente. Dopo una settimana, preso l’appuntamento per rimuovere gli altri, quello vicino all’occhio torna più grande di prima. È allora che Rick sperimenta su se stesso l’olio applicandolo direttamente sulla pelle tramite cerotti. Poco dopo i tumori erano spariti e, eseguiti gli esami di accertamento, si è avuta la conferma che Rick fosse fuori pericolo.


3254922_origSimpson comincia la sua crociata per coinvolgere le aziende farmaceutiche e le autorità ma le poche risposte che riceve sono sfuggevoli. Inoltre, la Royal Canadian Legion chiude il centro di ricerca e la produzione dell’olio di canapa perché secondo le autorità Simpson stava sfruttando gli edifici, il nome, la legione come piattaforma per promuovere l’utilizzo dell’olio di canapa e quindi la droga.
La cannabis è una pianta e come tale non riceve permessi dalle comunità farmaceutiche e per quest’ultime niente permessi significa niente profitti. Gli oli prodotti dalla canapa sono le sostanze più medicamentose esistenti in natura e, fino a circa 90 anni fa, all’inizio del Novecento anche le case farmaceutiche producevano medicine con questa pianta. Ora tutto è cambiato, la cannabis rientra nella categoria delle droghe e gli innumerevoli utilizzi della canapa sono stati dimenticati.
I fiori della cannabis, quando vengono raccolti sono coperti di resina, se processati nel modo giusto, questa resina viene a creare la sostanza medicamentosa dell’olio di canapa. Ciò che sostiene e per cui si batte Simpson è che l’olio, se fosse prodotto in ambienti controllati usando materiale di prima qualità sarebbe sicuramente migliore. I modi d’uso sono la vaporizzazione, l’ingestione (indicata per malattie interne) e l’applicazione topica attraverso cerotti. Le applicazioni invece sono diverse: è indicato per qualsiasi condizione coinvolgente cellule mutanti, emicrania, melanomi della pelle, diabete, infezioni, dolori cronici, tumori interni e per regolare il peso corporeo. Un altro punto sul quale insiste il coraggioso Rick è il potenziale preventivo dell’utilizzo di olio di canapa, il quale, derivando da una pianta non risulta dannoso se assunto nelle giuste quantità e con i dovuti controlli sulla produzione.
rick_htpage_1image_onlyLe accuse di speculazione mosse a Rick Simpson (spesso dalle case farmaceutiche stesse) si dimostrano del tutto infondate, anzi, egli ci tiene a sottolineare che fornisce olio gratis dal 2003. Fino ad ora questo pioniere dell’olio di canapa è riuscito a far conoscere questa medicina solo tramite internet, alcune riviste e radio mettendo a disposizione video e spiegazioni di come l’olio viene prodotto. Le testimonianze delle persone curate dall’olio sono diverse ma non abbastanza interessanti per le case farmaceutiche. La questione che sorge spontanea a questo proposito è il vero motivo del disinteresse delle autorità. É possibile che esista una cura per il cancro e altre fastidiose malattie e che venga completamente ignorata? Rick Simpson risponde affermando che l’80% del guadagno delle case farmaceutiche deriva dai medicinali venduti per la cura del cancro e di conseguenza l’olio farebbe perdere questo prezioso introito ai colossi della farmacia. Inoltre egli afferma di essersi accorto sempre più dell’egoismo e del menefreghismo della gente incappando spesso in pazienti che nonostante si siano curati con l’olio non hanno interesse nel diffondere la cosa.

A sostegno del progetto, però c’è la fondazione Phoenix Tears con sede in Colorado. Questa fondazione ha riunito i migliori leader del settore con decenni di esperienza nella ricerca sui cannabinoidi creando il primo ambiente standardizzato di trattamento ed estrazione. Phoenix Tears ha individuato la necessità di istituire un protocollo garantendo il massimo in termini di sicurezza nella cura dei pazienti. Inoltre, a collaborare con la fondazione troviamo l’organizzazione no-profit Patient out of time che racchiude medici e pazienti con l’obiettivo di promuovere all’opinione pubblica e alle istituzioni, l’uso della cannabis nei trattamenti medici. Oltre a fornire articoli e documentazione gratuita sul sito internet, si impegnano per fare in modo che ci siano sempre più organizzazioni che supportino l’accesso dei pazienti alla cannabis. Mettono inoltre a disposizione testimonianze di esperti per le udienze legislative e avvocati specializzati in casi relativi alla cannabis.
La fondazione Phoenix Tears ha acquistato 5 acri di terra da utilizzare per la coltivazione nella propria sede, inoltre c’è il progetto della creazione di un centro di guarigione proprio in quest’area. Il materiale a proposito dell’esperienza di Rick Simpson e della fondazione Phoenix Tears è molto e anche le testimonianze di pazienti che si sono curati con l’olio di canapa. Rick Simpson invita gli interessati ad informarsi e a diffondere il più possibile questo medicinale nella speranza che un giorno le ricerche diventino sempre di più e che si ritorni a sfruttare una delle più antiche risorse esistenti.


Autrice: Giulia Rondoni
Pubblicato su Dolce Vita n°40 

cannabisterapeutica.info

mercoledì 13 marzo 2013

Tea Tree Oil

VIVIDUS


L'isolamento dell'Australia dal resto dei continenti ha permesso l'evoluzione di moltissime specie di flora e di fauna caratteristiche, e diverse da quelle esistenti nel resto del pianeta. Alcune di queste, come la
Melaleuca alternifolia, sono risultate particolarmente proficue per l'uomo fin dai tempi più remoti.
Gli aborigeni della tribù Bundjalung definiscono questa pianta come
"il guaritore più versatile della Natura" e fin dai tempi antichi hanno utilizzato il suo estratto, l'olio di Melaleuca, e ne hanno trasmesso la conoscenza fino ai nostri giorni, quando la scienza ne ha dimostrato le numerose proprietà benefiche.

Il Tea tree oil è un olio essenziale che si estrae dalla Melaleuca, detta anche
Albero del the. La droga è costituita dalle foglie di Melaleuca alternifolia Cheel (fam. Myrtaceae), albero che cresce solo in una limitata area paludosa, lungo la costa nord del Nuovo Galles del sud, in Australia.
Il curioso nome di Albero del the (Tea Tree) gli è stato attribuito poiché lo scopritore dell'Australia, James Cook, imparò a preparare, imitando le usanze locali, un the rinfrescante con le foglie di quest'albero.
Da allora questo nome è rimasto, e anche i nuovi abitanti dell'Australia hanno imparato ad utilizzare le foglie di Melaleuca, per trarne tutte le benefiche virtù che gli aborigeni conoscevano da tantissimi anni.


Aloe Vera

Benefici


Elenco alfabetico dei disturbi e patologie per le quali ci sono innumerevoli testimonianze sui benefici dell’ Aloe Vera o dei suoi derivati.

A
Acidità di stomaco: l’Aloe normalizza il ph, riduce i fermenti e favorisce l’equilibrio dei batteri simbiotici gastrointestinali.
AIDS: l’Aloe stimola il sistema immunitario favorendo l’equilibrio di linfociti T e B; riduce gli effetti collaterali provocati dai farmaci all’apparato digerente come crampi e stitichezza, e all’apparato urinario come bruciori durante la minzione.
Artrite reumatoide: vedi “Risposte immunitarie”.
Asma allergica: effetti “immuno modulante e antinfiammatorio dell’Aloe”.

B
Batteri,Virus, Funghi, Agenti fermentanti: es. staphilococcus aureus, streptococcus viridans, corynebacterium xerosis, fermenti di candida albicans, pide d’atleta, Herpes simplex e Zoster, Trichomonas vagianlis.
Bruciature: vedi “Ustioni”.
Bruciori di stomaco.

C
Caduta dei capelli: l’Aloe Vera manifesta un effetto chimico, simile a quello della cheratina e la composizione del suo complesso di amminoacidi è identica a quelle delle papille e dei follicoli del capello.
Cancro: l’Aloe è ricca di Acemannano, un mucopolisaccaride che interagisce con il sistema immunitario stimolando i macrofagi, globuli bianchi che distruggono anche le cellule tumorali, inoltre combatte anche gli effetti collaterali della chemioterapia e radioterapia, come la perdita dei capelli e nausee, sembra che l’Aloe stimoli il rilascio del fattore Alfa della necrosi del tumore, che blocca il rifornimento di sangue alla massa tumorale.
Candida (Candida Albicans): grazie all’azione antimicotica e antifermentativa propria dell’Aloe.
Capillari: l’Aloe Vera favorisce un’azione dilatante sui capillari.
Cardiopatie: grazie anche al contenuto di sali di isocitrato di calcio.
Cicatrizzazione di ferite: più rapida (fino al 50%) perché ricostruisce i fluidi senza impedire all’ossigeno di arrivare alla ferita.
Cistite: gel di Aloe Vera per via orale o applicazioni locali di Gelly di Aloe.
Colesterolo: presa giornalmente l’Aloe Vera, riduce il tasso di colesterolo poiché contiene un ingrediente che lo emulsiona, inoltre stimola la pulizia e la purificazione del sangue nel fegato.
Colite: azione antinfiammatoria e disintossicante, calma protegge e ripulisce l’intestino.
Colite ulcerosa: vedi “Risposta immunitaria”.
Congiuntivite: lavaggi oculari con Attivatore all’Aloe diluito in acqua bollita e filtrata.
Crampi.
Crhon (morbo di): vedi “Risposta immunitaria”.
Cuoio capelluto: per cute secca e prurito, lo shampoo all’Aloe e Jojoba è molto efficace.

D
Denti: l’Aloe Vera svolge un’azione battericida sulla placca, pulitura dei canali, riduce i gonfiori, i dolori e le emorragie dalle ferite.
Diabete: l’Aloe Vera esprime un’azione sostituva dell’insulina.
Digestione: ricca di enzimi della digestione, l’Aloe ammorbidisce, reidrata e rigenera l’apparato digerente, stimola la flora batterica, migliora l’assorbimento delle sostanze nutritive e l’eliminazione dei rifiuti.
Diverticolite: vedi “Colite”.
Dolori: l’Aloe Vera è un’anestetizzante, per il contenuto di analgesici naturali, per le proprietà antinfiammatorie e le capacità di penetrare nel derma.

E-F
Emorroidi.
Enterite: l’Aloe Vera è antibiotica, antifermentativa e disintossicante.
Ernia iatale.
Fegato: l’Aloe Vera aiuta a correggere le disfunzioni epatiche.
Flatulenza: l’Aloe Vera ha proprietà antifermentative e digestive.

G-H
Gengive: antisettica e antinfiammatoria, l’Aloe Vera è benefica nel trattamento delle gengive, paradontiti, stomatiti.
Gravidanza: l’Aloe contiene, una miriade di vitamine, minerali, amminoacidi, enzimi e polisaccaridi, è particolarmente ricca di acido folico, preziosissimo nella gravidanza.
Herpes Simplex.
Herpes Zoster (Fuoco di Sant’Antonio)

I-L
Indigestione: vedi “Digestione”.
Infiammazioni: l’Aloe Vera combina l’azione antinfiammatoria con la provvista di sostanze nutritive naturali.
Integratore alimentare: qualsiasi dieta moderna è sprovvista di sostanze nutritive essenziali, l’Aloe Vera contiene ben 75 ingredienti, tra i quali ben 18 dei 20 amminoacidi che si trovano nell’uomo. Secondo una stima prudente, il 75% delle malattie mortali sarebbe da ricollegare all’alimentazione, inclusi gli effetti collaterali dei farmaci ingeriti.
Ipertensione: cicli di Aloe Vera normalizzano la pressione in poche settimane.
Irritazioni intestinali: imputabili più a cause fisiche che allo stress (sintomi: stitichezza, diarrea, dolori addominali, gonfiori, passaggio di muco).

M-N-O
Mughetto: vedi “Candida albicans”.
Orticaria cronica.
Osteoartrosi: effetto antinfiammatorio e analgesico, proprio dell’Aloe Vera.
Osteoporosi: presa con continuità l’Aloe Vera Forever Freedom aiuta a ricostituire la carenza di calcio e collagene nelle ossa rinforzandole.

P-Q
Parkinson (morbo di): l’Aloe si è rivelata un buon coadiuvante per ridurre i problemi causati dalla tensione.
Pelle: l’Aloe Vera, oltre ad essere idratante, antisettica, antibiotica e antibatterica, aumenta da 6 a 8 volte la produzione di fibroplasti umani (le cellule responsabili della produzione di collagene), tutte queste proprietà favoriscono la rigenerazione cellulare e perciò l’Aloe trova applicazine nella cura di problemi di vario genere, quali acne, cancro della pelle, cellulite, dermatiti, duroni ai piedi, mani e gomiti, eczema, emorroidi, herpes, impetigine, macchie di età sulle mani, piaghe da decubito, piede d’atleta, porri, psoriasi, rughe, (l’Aloe Vera stimola la produzione di collagene ed elastina), smagliature, squame e verruche.
Perthes (morbo di): l'assunzione di Forever Freedom favorisce la riformazione della testa del femore e ne allevia il dolore insieme al gel MSM e Artic-sea Omega3.
Psoriasi: l'assunzione di Aloe Vera Gel e l'applicazione di Aloe Vera Gelly aiutano a rigenerare la pelle, ad alleviare il prurito e a modulare le difese immunitarie, ristabilendo il giusto equilibrio interno del nostro organismo.

R
Ragati ai capezzoli: l’applicazione più specifica è quella dello Gelly di Aloe.
Rigenerazione cellulare: gli enzimi dell’Aloe Vera creano variazioni chimiche che accelerano la guarigione.
Risposta immunitaria: attivata e/o potenziata, l’Aloe Vera può essere definita come un “modulatore” del sistema immunitario che esprime un’azione di compensazione, sia quando la reazione immunitaria risulti insoddisfacente, sia quando sia esuberante (malattie autoimmuni: colite ulcerosa, colite del morbo di Crhon, Lupus sistematico eritematoso, artrite reumatoide, asma allergica).

S-T
Salmonella: l’Aloe ha un effetto antibiotico ormai ben documentato.
Sclerosi multipla: grazie all’azione antinfiammatoria naturale.
Seborrea: principalmente in virtù dell’azione antibatterica, fungicida ed enzimatica.
Sindrome da intestino irritabile (Colon irritabile): l’assunzione giornaliera di gel di Aloe allevia gli spasmi e normalizza gli episodi di diarrea o stitichezza.
Strappi muscolari: l’Aloe penetra rapidamente e riduce le infiammazioni.

U
Ulcere: le disinfetta, le cicatrizza e ne rigenera i tessuti, siano esse: Ulcere (di stomaco, duodeno o esofago).
Ustioni in genere: applicare il Gelly di Aloe dopo aver pulito e raffreddato la parte.
Ustioni solari: l’Aloe Vera agisce sia sulle radiazioni UV-B che sulla disidratazione.

V-Z
Varicella: l’Aloe Vera calma il prurito, disinfetta e cicatrizza senza cheloidi.
Vene varicose: applicare il Gelly di Aloe e bere l’Aloe Vera quotidianamente.
Veterinaria: contro gonfiori, parassiti (applicazione esterna) e integratore alimentare.

Argento Colloidale Ionico

ARGENTO COLLOIDALE
L' argento colloidale (proteinato o misto) presente sul mercato da una decina di anni, ha avuto un successo notevole con un uso generalizzato per persone e animali, come suffragato da numerose testimonianze spontanee di chi lo utilizza. Le vendite sono state incrementate dal solo passaparola, vista l'indifferenza dei canali ufficiali. L'argento si è imposto da solo in Italia e nel mondo.

EFFETTO BATTERIOSTATICO
Per effetto batteriostatico s'intende la capacità di inibire la riproduzione batterica e di conseguenza la prolificazione. Agisce su un ampissima gamma di germi: virus, batteri, muffe, funghi, parassiti e perfino su organismi monocellulari. L'innocuità per il nostro organismo è comprovata dal fatto che viene applicato in forma di qualche goccia negli occhi dei neonati prima ancora della recisione del cordone ombelicale.

NOVITA' RIVOLUZIONARIA
L'argento colloidale ionico! Ottenuto elettrolisi, cioè dal passaggio della corrente in due elettrodi di argento purissimo (al 99,99%) che scinde in particelle ultra-fini che per differenza di polarità si respingono e restano in sospensione nell'acqua bi-distillata. Le particelle hanno una lunghezza media di 0,01-0,001 micrometri. La concentrazione delle parti d’argento si esprime i ppm, cioè parti per milione.

Esempio: 25 ppm significa che ci sono 25 mg d’argento in un litro d’acqua bi-distillata.
Cosa vuol dire colloidale, cos'è un colloide?
E’ composto da sostanze diverse fra loro
E’ composto da sostanze che si trovano in stati fisici diversi (Es.: solido e liquido)
Le fasi non sono solubili l’una nell’altra e non reagiscono chimicamente fra loro.

BENEFICI
l. L'argento colloidale ionico è enormemente più efficace di quello proteinato, quante volte più efficace? 10 volte... 100 volte... 157 volte!?

2. La dimensione ultra-fine delle particelle dà loro la possibilità di superare anche le barriere più impenetrabili del nostro corpo.

3. L'argento colloidale ionico si trova in commercio spesso ad una concentrazione di 5/8 ppm. Ma questo può risultare insufficiente a livello di efficacia. La concentrazione consigliata e più versatile è quella dei 25 ppm. Nei casi più ardui si può arrivare tranquillamente anche a 100 ppm.

4. E' un prodotto assolutamente sicuro e prodotto con materie prime di alta qualità, al contrario di ciò che la disinformazione diffonde come notizia: la temuta Argiria non è mai comparsa a causa dell'uso di argento colloidale ionico. I pochi casi sono comparsi per l'uso di argento auto-prodotto con apparecchi fatti in casa (con la comparsa di sali d'argento), per un uso continuo per anni e anni ed a volte addirittura aggravato da una forte insufficienza renale.

Zeolite - Un antidoto contro l'inquinamento da metalli pesanti


Non è la famosa kryptonite di Superman, ma poco ci manca.
La zeolite clinoptilolite è un minerale di origine vulcanica non molto conosciuto, che può essere anche ingerito. I suoi benefici sono enormi in quanto aiuta a recuperare energie a livello fisico e mentale o ad adattare il proprio organismo in periodi di cambiamento.

La zeolite è un dono della natura utile soprattutto nel nostro tempo storico caratterizzato da un grande inquinamento ambientale. Quando il nostro corpo è occupato da sostanze nocive, infatti, i minerali necessari al nostro benessere non vengono assimilati correttamente. Prima che questo accada, dobbiamo “darci una ripulita”.

La zeolite ci aiuta proprio in questo.  
Ma quali sono le sue reali capacità? 
 Con questo minerale di origine vulcanica, noi siamo in grado di espellere addirittura i metalli pesanti, i radicali liberi e le sostanze radioattive dal nostro organismo. Non è un caso che questo minerale, originato dall'incontro tra lava ed acqua salmastra, sia fortemente ricercato in Giappone, Cina e Russia. É stato infatti alla base delle terapie curative dopo l'incidente nucleare di Chernobyl.